ScalaDiDò

..per il cantante che vuol saperne di più!

Uno dei miei alberi. — 3 marzo 2017

Uno dei miei alberi.

Se penso di paragonarmi ad un frutto, naturalmente mi devo relazionare con un albero dal quale provengo. Ecco, logicamente non si tratta di un albero solo; ognuno di noi in quanto “frutto”, proviene sicuramente da un incrocio di più alberi. Oggi desidero parlare in uno di questi, ovvero della mia Maestra Gloria Paulizza.

Nasce a Genova da genitori esuli di Pola (Istria), si stabilisce dopo pochi mesi a Trieste, città nella quale tutt’ora risiede. Subito dopo il conseguimento del diploma di canto con il massimo dei voti, chiamata dalla direzione artistica del teatro “G.Verdi” di Trieste, debutta nell’opera “Il Trittico” del M° Illesberg, iniziando così una carriera che, partendo dal repertorio operistico, si allarga a quello sinfonico e cameristico.
Partecipa a numerosi allestimenti teatrali al fianco dei più qualificati artisti, sotto la guida di Maestri quali Capuana, Rivoli, Hubad, Ledda, Cattini, De Fabritiis, Scaglia, Benzi…
Altrettanto numerose sono le sue presenze a qualificate stagioni sinfoniche: sotto la direzione del M° Erede esegue lo “Stabat Mater” di Szimanowski, con il M° Baudo lo “Stabat Mater” di Poulenc, con il M° Previtali i “Requiem” di Faurè, la IV Sinfonia di Mahler con il M° Giovaninetti, i “Sheakspeare Songs” di Mirt con il M° Weikert, i “Carmina Burana” di Orff con il M° Stulen e il Nederlands Dans Theater.
Lo spazio maggiore della carriera viene dedicato alla musica da camera con un repertorio che abbraccia oltre tre secoli di liriche ,Lieder, Songs etc. ..Sua è la riproposta in Italia del Canzoniere di Wolf-Ferrari, un ciclo di liriche presentate come un lungo racconto d’amore. Eseguito in decine di sedi, di successo in successo, il Canzoniere viene presentato anche alla Scala di Milano. La stessa operazione di recupero veiene fatta con i canti popolari trascritti ed elaborati da Geni Sadero (cari a Toti dal Monte).
A Trieste , con i “Canti della Lontananza” del M° Menotti, è al centro della serata che la Società dei Concerti ed il Circolo della Stampa organizzano per festeggiare il Maestro Menotti.
Numerosi concerti vengono registrati o dal vivo o in sede radiofonica da vari enti italiani o stranieri e messi in onda un numero incalcolabile di volte. Sempre in tema radiofonico va ricordata la sua partecipazione per ben due anni con decine di arie e duetti da operette italiane e straniere alla trasmissione “Operetta ieri e oggi” delle Retedue. Si ricordano poi i concerti d’arie d’operette “Schon ist die Welt”, quelli “Omaggio a Schubert” e i recitals per Amnesty Internetional al Castello di Duino ospite del principe Raimondi della Torre e Tasso.
Per quattro anni ha fatto parte del “Gruppo Cameristico” di Trieste (4 voci e pianoforte a quattro mani).
Il suo nome è citato dal M° Vito Levi nel suo libro “La vita musicale triestina” e dal M° G.Radole nel suo libro “Trieste – la musica e i musicisti”.
È stata docente di Teoria e Solfeggio e di Canto presso il Conservatorio “G.Tartini” di Trieste; dal 1993 collaborata in qualità di docente di canto con l’Accademia di Musica e Canto Corale.
Ha tenuto più volte corsi di musica da camera (Lieder) e operistica per cantanti italiani e stranieri.

..chi ben comincia.. — 2 marzo 2017

..chi ben comincia..

Il proverbio dice proprio questo.. chi ben comincia è a metà dell’opera! E così è proprio stato.

papacio1Inizio a prendere le prime lezioni di pianoforte a 5 anni, da un anziano pianista che non aveva mai insegnato. Negli anni ’80 la didattica della musica che vigeva in Via Rossetti 15 non era certo quella dei libri del Musigatto degli anni odierni.. e un bambino si ritrovava libri oscuri quali Bona, Pozzoli, Lazzari… insomma un po di tutta la cosiddetta “vecchia guardia”. Sicuramente il vecchio insegnante non era stato capace di trasmettermi l’amore per la musica che ho sviluppato poi nel tempo.. e quindi per numerosi anni ho fatto un po la scimmia ammaestrata, studiando perché “si deve studiare”, ma senza soddisfazione e, anzi, molte volte con fatica e rimproveri.

Anche nel mio condominio, tutti i vicini dovevano sopportare ore ed ore di esercizi quotidiani, scale, arpeggi, studi.. ma nessuno mai si lamentava. In verità, era un condominio molto particolare, di quelli di una volta, dove si era alla fine quasi tutti un’unica famiglia. Nel 1987, la mia nonna, principale promotrice dei miei studi musicali, mi acquista il mio primo pianoforte, uno Zimmermann bianco (..il colore lo scelse mia madre perche ben si intonava con i mobili della camera..) prodotto ancora dalla fabbrica di Leipzig nella ex DDR. Uno strumento che ho a dir poco sfasciato nel corso degli anni, ma che tutt’ora conservo con affetto.

La mia nonna, oggi più che novantenne, aveva compiuto gli studi musicali di Violino a Trieste, sotto la guida del famoso violinista Franco Gulli. Purtroppo, la seconda guerra mondiale alle porte la obbligò ad appendere l’archetto al muro per dedicarsi unicamente alla merceria di famiglia. Non essendo riuscita ad appassionare alla musica mia madre, col nipote il risultato è stato molto più proficuo e, se oggi vivo facendo il musicista, lo devo molto anche a lei.

Cresco, sempre con la musica affianco, ma si accavallano molteplici attività: la scuola, ogni tipo di sport, insomma.. non c’è pace e le forze vengono suddivise a pioggia su tutti i vari fronti. Ma la musica non è ancora una passione vera.. rimane una delle tante attività..da fare un po come i compiti, quindi un po una rottura di scatole più che una valvola di sfogo espressiva. E qui entra in gioco la testardaggine di mia madre che, incoraggiata dalle promettenti parole del Maestro Alessandro, nonostante le mie numerose richieste di sospendere gli studi musicali, imperterrita mi obbliga a frequentare le lezioni. Ormai però maestro ed allievo sono allo scontro personale; subentra da parte mia la stanchezza, il suo poco entusiasmo e la sua pedanteria, forse un inizio di pubertà 🙂 E ormai non è più cosa.. voglio smettere, non voglio più salire quelle scale tetre, non mi voglio più confrontare con quella personalità scontrosa e poco amorevole che pensava solo a farmi diventare IL suo allievo.

Ma la cocciutaggine di mamma non molla.. ed eccomi a casa della mia nuova insegnante, una signora di neanche 40 anni, toscana, bionda, sorridente ed amorevole. A me sembra un sogno.. ma esistono davvero maestri di pianoforte che sorridono??! E lei insegnava addirittura al Conservatorio.. io pensavo.. “qua le cose si mettono male, mi toccherà studiare da matti”. Ma lei capì subito che la mia strada non era quella, e mi guido nel corso degli anni cercando di seguire quel filone di talento musicale che c’era, ma non si sapeva ancora in che forma si sarebbe espressa. Grazie!