ScalaDiDò

..per il cantante che vuol saperne di più!

Come gestire le lezioni di canto lirico ONLINE. — 12 maggio 2020

Come gestire le lezioni di canto lirico ONLINE.

Durante la Pandemia Covid19, tutte le lezioni frontali sono state sospese: questo stop è stato per molti studenti un vero e proprio danno perchè ha interrotto il loro percorso di formazione e, con il protrarsi dell’impossibilità di fare lezioni dal vivo, rischia di vanificare i progressi acquisiti nei mesi precedenti. Premetto che le lezioni online non sono da considerarsi un sostitutivo della lezione frontale, ma si configurano a mio avviso come uno strumento alternativo, oggi dettato dalle situazioni contingenti, e un domani magari come supporto alla regolare lezione tradizionale.

Per cercare di mantenere un contatto con la propria voce e non perdere l’allenamento, oltre a tutti gli esercizi di respirazione e sulla muscolatura che possiamo eseguire in autonomia, è stato indispesabile approcciarsi alla didattica online in modo costruttivo anche per noi “classici”; questa infatti risulta essere un’ottima occasione per continuare a lavorare in modo attivo con la propria voce da casa propria ed in totale sicurezza.

Mentre per le lezioni di canto moderno sono stati già scritti molti articoli e sono presenti diversi tutorial online su come configurare tutta la strumentazione, poco spazio è stato dato al canto naturale che, per le sue caratteristiche specifiche, non prevede l’utilizzo di un microfono durante l’attività normale. Bisogna quindi trovare un compromesso che preservi le esigenze dell’allievo di poter cantare senza cuffie e con un microfono panoramico. Per questa ragione, sperando di aiutare sia alcuni colleghi che molti studenti, ho deciso di scrivere questa breve guida che vi permettera con poche mosse di poter proseguire la vostra attività. Preciso che questo sicuramente non è la soluzione qualitativamente migliore, ma visto il periodo, è la più rapida ed economica.

REQUISITI PER IL DOCENTE:

  • una connessione internet di buona qualità (almeno 8mb in download e upload). Per verificare la vostra connessione potete utilizzare questo link: http://test.eolo.it/
  • un pc con webcam, uno smartphone o un ipad: consiglio di utilizzare assolutamente l’ipad perchè ha la qualità audio/video migliore, e l’insegnante non ha necessariamente bisogno di un microfono particolare in quanto la sua attività durante la lezione online si basa piu sull’ascolto e sul parlato.
  • Pioneer-SE-MJ503-On-Ear-Recensione-Prezzo-Specifiche-Tecnicheun software di videochiamata installato: Skype o Zoom.
  • un paio di cuffie con filo: suggerisco un modello tipo Pioneer MJ503, acquistabile su Amazon a poco più di 20 euro. Evitate cuffie wireless, con microfono o con altri accessori come riduzione del rumore etc..
  • il vostro strumento, ovvero un pianoforte; potrete posizionare l’ipad o il cellulare direttamente sul leggio: la distanza e l’inclinazione sono già perfetti per un’inquadratura ottimale.

REQUISITI PER L’ALLIEVO:

  • una connessione internet di buona qualità (almeno 8mb in download e upload). Per verificare la vostra connessione potete utilizzare questo link: http://test.eolo.it/
  • una stanza tranquilla, dove non ci siano eccessivi rumori esterni, e dove è anche possibile concentrarsi sulla lezione: ideali sono le cucine, dove solitamente c’è un po di riverbero naturale della stanza. In generale, cercate di evitare luoghi con un’acustica eccessivamente secca, poichè sarà più difficile cantare e, considerando che tutti gli esercizi saranno svolti senza accompagnamento del pianoforte, per un meccanismo “orecchio/laringe”, ci sarà il rischio di acquisire piccole tensioni muscolari a livello della laringe. Una stanza con un leggero eco vi farà sentire più “protetti” e favorirà il rilassamento.
  • uno smartphone o un ipad: in questo caso bisognerà utilizzare il microfono interno del dispositivo e non sarà possibile regolare il volume di ingresso dell’audio: questa opzione per l’allievo è proprio da considerarsi come “ultima spiaggia“, perchè crea numerosi problemi non risolvibili come la regolazione automatica del volume del microfono che, per una chiamata sono utili, ma diventano ingestibili in una performance canora. Inoltre, ci saranno problemi ulteriori perchè microfono ed altoparlanti sono fisicamente troppo vicini fra loro e quindi il vostro audio impazzirà fino a provocare il silenziamento totale del microfono; in queste condizioni è davvero impossibile fare una lezione di canto, per queste ragioni, sconsiglio questa opzione.
  • Per l’allievo, è preferibile quindi utilizzare un computer61gBiMG8T6L._AC_SL1000_perchè è indispensabile settare le impostazioni del microfono per evitare che vada in distorsione, e queste opzioni sono disponibili in modo più completo nella versione desktop sia di Skype che di Zoom. Inoltre, l’allevo può acqusitare un microfono panoramico usb che ha il vantaggio di essere economico (sui 20 euro, https://www.amazon.it/dp/B07WTD6S1C/ref=cm_sw_r_em_apa_i_9KLUEb4R1JV0T), di immediata utilizzazione (plug&play) e soprattutto orientabile, e quindi posizionabile lontano rispetto agli altoparlanti. Alcuni allievi lo hanno addirittura posizionato dietro al monito del pc, e questo ha evitato qualsiasi fenomeno di ritorno del suono. Non è invece indispensabile che l’allievo abbia uno strumento musicale a disposizione perchè può prendere le note con una ottima affidabilità tonale dal pianoforte che usa il docente da remoto: certo, la presenza di una tastiera anche a casa dell’allievo è sicuramente un buon aiuto per sistemare qualche piccola difficoltà di intonazione che necessita di un ascolto del suono più attento. Non è invece possibile utilizzare delle cuffie o degli auricolari in quanto il cantante classico ha la necessità di calibrare la propria emissione sonora basandosi sull’ascolto naturale della propria voce: per questo motivo, sarà sufficiente utilizzare gli altoparlanti del pc, regolando il volume in modo che non sia troppo alto e non rientri nel microfono!
  • Se usate SKYPE, per settare il microfono andate su “impostazioni” – “audio e video” – quindi selezionate il microfono esterno fra le periferiche disponibili; disabilitate poi “regola automaticamente le impostazioni del microfono”, quindi regolate manualmente la barra con i valori da 1 a 10, facendo delle prove di canto durante la prima lezione che farete.skype
  • Se usate ZOOM, entrate su “settings” cliccando sulla vostra foto profilo, andate su “audio” quindi selezioate fra le periferiche disponibili il vostro microfono esterno, disabilitate “automatically adjust volume” e regolate manualmente il volume durante la prima lezione.zoom1 Sulla stessa schermata, cliccate su “advanced” in basso a destra; si aprirà la seconda pagina delle impostazioni: qui settate le impostazioni come nella foto che vedete qui.zoom2

SKYPE O ZOOM? VANTAGGI E SVANTAGGI:

Nella scelta del software di videochiamata da utilizzare, ci sono pro e contro: Skype offre una qualità audio più bassa, ma piu semplice da gestire, e permette di registrare la lezione “online“, quindi utilizzando una sorta di memoria remota che non appesantisce la memoria locale dei computer o del telefono. La registrazione viene resa automaticamente disponibile nella chat di skype dopo qualche minuto dal termine della lezione e l’allievo può consultarla online oppure scaricarla sul proprio pc per archiviazione, ma entro 30 giorni, perchè poi non sarà piu disponibile. Questa possibilità è veramente utile per gli allievi perchè permette di rivedere la propria lezione con una doppia finestra, da un lato l’insegnante, dall’altro l’allievo, e quindi gli da l’opportunità di soffermarsi su tutte le osservazioni su postura e mimica facciale che a volte l’allievo non riesce a cogliere durante la lezione. Personalmente, trovo che questa possibilità valga molto rispetto ad una qualità audio leggermente inferiore a Zoom.

Anche con Zoom è possibile registrare la lezione, ma in questo caso lo dovrà fare l’allievo sul proprio pc, e la registrazione sarà salvata direttamente nel proprio disco di memoria. La qualità audio zu Zoom è leggermente migliore, ma l’allievo deve ricordarsi di abilitare l’opzione “turn on original sound” che si trova in alto a sinistra nella schermata della lezione (quindi a chiamata iniziata).

Va comunque detto che ogni situazione ha bisogno di impostazioni personalizzate che possono essere verificate personalmente con l’insegnante al primo incontro. Superato il blocco psicologico che noi cantanti lirici possiamo avere verso l’utilizzo degli strumenti multimediali, si scopre che è possibile fare comunque delle buone lezioni, soprattutto per quanto riguarda la parte più tecnica che interpretativa: può essere addirittura una buona occasione per approfondire qualche aspetto tecnico che magari con la foga di cantare arie su arie abbiamo tralasciato!

Se il mio articolo ti è piaciuto e lo hai trovato utile, ti chiedo di condividerlo, in modo da poter aiutare anche altri colleghi o allievi a rompere il muro della diffidenza verso le lezioni online anche per chi studia il canto classico!

 

Non perdere l’allenamento! — 12 marzo 2020

Non perdere l’allenamento!

stopIn questi giorni stiamo vivendo una parziale paralisi delle nostre routine quotidiane, in quanto l’emergenza Coronavirus ha imposto di modificare le nostre abitudini e soprattutto ha rallentato i nostri ritmi di allenamento.

E’ quindi necessario trovare un modo per mantenere il fisico in esercizio, per non perdere la tonicità muscolare ed essere pronti a ripartire quando l’emergenza sarà finita. Se da un lato il riposo vocale forzato sicuramente può fare bene a tutti, non è opportuno che la muscolatura rimanga troppo ferma; alla ripresa del ritmo normale si potrebbe rischiare di affaticare la voce perchè le avremo dato tempo di “arrugginirsi”.

Quindi.. tanto tempo a disposizione a casa.. cosa fare? Iniziamo con la respirazione: ora non avete proprio scuse! 🙂

Riassumo l’esercizio base a 4 fasi: 

  • piedi a larghezza delle anche
  • busto chinato in avanti a 90° rispetto alle gambe, ginocchia leggermente piegate (per scaricare la schiena)
  • braccia, spalle e nuca completamente rilassate “a penzoloni”.

1a fase)  svuoto l’aria strizzando bene gli addominali bassi e soffiando dalla bocca.

2a fase)  stringendo le narici (puoi aiutarti facendo una smorfia sul viso come quando si aggrottano le sopracciglia), inizio la mia inspirazione che deve essere LENTA e CONTROLLATA (circa 7/8 secondi). Inizio a riempire la parte bassa della schiena, cercando di usare l’aria che entra per allargare la muscolatura lombare, come se l’aria fosse un liquido e andasse logicamente a riempire prima la base del mio recipiente per via della forza di gravità.

3a fase) apnea per circa 3/4 secondi, con l’accortezza di non chiudere la glottide: le corde vocali devono restare in posizione di apertura.

4a fase)  espirazione forzata e rapida dalla bocca, con l’ausilio degli addominali bassi: l’aria in uscita deve essere sempre costante e sostenuta. (max 3 secondi totali).

Questo esercizio va ripetuto per un massimo di 5 volte consecutive, successivamente alle quali posso riposare per un minuto. Il consiglio è quello di iniziare con 3 ripetizioni per 5 volte, e man mano portare le ripetizioni a 5, mantenendo sempre 5 cicli. Per rendere l’esercizio utile, bisogna fare massima attenzione ad eseguire l’esercizio correttamente in tutte le sue fasi! Quindi, NO fretta, SI controllo consapevole del movimento.

Buon Lavoro!!

 

 

 

 

Grazie a Marco Leo ed al periodico Cose Nostre per questa bella intervista sul mio percorso musicale! — 20 dicembre 2019
Cari allievi, non fatevi fregare! — 24 giugno 2018

Cari allievi, non fatevi fregare!

Sembra quasi incredibile, ma oggi trovare un buon insegnante di canto è diventato quasi più difficile dello stesso cantare. Una volta i bravi maestri basavano il loro metodo principalmente su ottime intuizioni, un orecchio attento e la capacità di dare indicazioni giuste all’allievo pur non conoscendo alla perfezione il funzionamento dell’organo vocale.

Dagli anni ’80, grazie al progresso tecnico raggiunto in campo medico, si è potuto osservare e studiare il funzionamento della voce anche in tempo reale, e quindi AGGIUNGERE delle preziosissime informazioni nella didattica del canto. Queste nozioni sono andate spesso a confermare con dati certi le cosiddette “ottime intuizioni” dei grandi Maestri e hanno fornito ai comuni mortali maggiori strumenti e possibilità per trovare la chiave giusta per migliorare la propria performance vocale. In altri casi, si è a che dimostrato che alcune credenze erano infondate e persino dannose (mi viene in mente una docente soprano che si incaponiva a voler fare aprire tanto la bocca ad un allievo tenore per eseguire delle note molto acute; è stato dimostrato che soprano e tenore non sfruttano gli stessi meccanismi acustici per salire all’acuto, pertanto il suggerimento della docente era sbagliato e quasi dannoso).

Oggi, c’è ancora molta disinformazione e SCETTICISMO CRITICO da parte di tanti docenti di canto verso questi nuovi strumenti di conoscenza; ho quasi la sensazione che molte persone, per paura di mettersi in discussione, preferiscano non voler guardare verso questi nuovi orizzonti. Questa chiusura mentale da parte degli insegnanti ovviamente si traduce in una grande perdita di informazioni per l’allievo, che nella migliore delle ipotesi avrà delle lacune ed impiegherà molto più tempo per arrivare ad un risultato soddisfacente, in altri casi potrebbe ricevere delle informazioni totalmente scorrette e non coerenti con la funzionalità dell’organo vocale, portando l’allievo verso i ben noti problemi di stanchezza vocale e usura della voce.

Qualsiasi cantante dovrebbe ormai sapere che il percorso di crescita non è mai finito; anche gli insegnanti di canto dovrebbero continuare la propria formazione e AGGIORNARSI per poter offrire ai propri allevi una lezione completa e ONESTA. È forse un male se un docente continua ad andare a lezione di canto lui stesso? Se frequenta dei corsi di formazione specifici? Se durante una lezione vi parla di muscoli e anatomia?

Il mio consiglio è… drizzate le antenne! Scegliete di affidare la vostra formazione a chi investe anche energie e tempo per rimanere aggiornato ed ha a disposizione una paletta di colori ampia per poter trovare la chiave personalizzata con la quale lavorare su ognuno di voi!

Voce k.o. da reflusso.. alcuni rimedi visti dal lato del cantante. — 13 marzo 2018

Voce k.o. da reflusso.. alcuni rimedi visti dal lato del cantante.

Fine inverno, inizio della primavera.. primi caldi durante il giorno, alla sera ancora fresco. Proprio questo sono le condizioni ideali che favoriscono l’insorgere di problemi alla voce. Ovviamente per problematiche prolungate e di dubbia causa è sempre meglio fare riferimento ad un buon Foniatra, ma se notiamo davvero che il problema è lieve e di natura passeggera, possiamo provare ad arrangiarci con qualche prodotto semi naturale.

Per quanto riguarda la fonte del disturbo stagionale, possiamo considerare da un lato l’intensificarsi dei fenomeni di reflusso gastroesofageo, dall’altra quelli legati ai virus o batteri che attaccano le mucose.

Concentriamoci quindi sulle patologie da reflusso gastroesofageo; senza ricorrere necessariamente agli inibitori di pompa protonica (famosissimi IPP quali Pantoprazolo, Esomeprazolo, Lamsoprazolo etc..), per i quali sono necessari sempre un consulto ed una prescrizione medica, un buon rimedio può essere agire sull’alimentazione, ovvero evitare quei famosi cibi che aumentano l’acidità dello stomaco, ad esempio the, caffè, pomodoro, agrumi, formaggi stagionati, spezie piccanti, salumi, menta, cioccolato, alcool, bevande gassate, cibi fritti etc.. e, comunque, in ogni caso non effettuare pasti ad ore serali tarde (quindi niente spuntino di mezzanotte post spettacolo 😏). Anche ridurre lo stress é un valido aiuto contro il reflusso.. ma la vita di un artista spesso non prevede la tranquillità percui mi sembra un suggerimento, seppur valido, di difficile attuazione. Trovo invece molto utile l’assunzione di uno sciroppo anti reflusso prima di coricarsi; ce ne sono di diverse tipologie e marche; il più conosciuto é il Gaviscon, ma sinceramente trovo ridicolo che venga prodotto al gusto “menta” quando questo è proprio uno degli elementi da evitare in caso di reflusso. Percui consiglio altre marche quali ad esempio “NOREMIFA” della Bracco (consistenza abbastanza simile al miele, gusto gradevole di.. frutta indefinita), “RIOPAN” di Takeda (il più liquido degli antireflusso, con un gusto che ricorda vagamente il Bayleys), “REFALGIN” di Farma-derma (gradevole gusto di banana e consistenza accettabile) e infine, il mio preferito, il “GASTROTUSS” di DMG, che ho verificato essere per quanto mi riguarda il più efficace, oltre al fatto che viene venduto sia nel classico flacone da mezzo litro, che in comode bustine monouso facili da trasportare (il gusto e fruttato e la consistenza e a mio avviso la più tollerabile, perché spesso con questi sciroppi sembra di bere la Vinavil 😂).

Si consiglia anche di alzare di qualche centimetro la testa del letto, ma sinceramente non ho notato particolari benefici tali da consigliare questa pratica in tutti i casi.

Bandito il fumo in quanto, fra le tante cose, riduce la salivazione che invece è protettiva della mucosa in quanto basica; si invece ad una moderata attività fisica, sempre a stomaco vuoto.

Nel prossimo articolo, focus sulle patologie delle alte vie aeree.. quindi come liberarsi in fretta del raffreddore senza imbottirsi di farmaci ad ogni costo!

Con chi studiare? — 7 novembre 2017

Con chi studiare?

Questa semplice domanda nasconde in realtà un grande tema, ovvero quali sono i criteri che bisognerebbe seguire per la scelta del proprio insegnante di canto. È ormai risaputo e ahimè tristemente provato che spesso i grandi cantanti non sono anche dei buoni didatti. Le ragioni possono essere molteplici; chi ha fatto una grande carriera probabilmente è nato già con un’ottima predisposizione naturale, e spesso non ha dovuto costruire la voce come invece deve fare la maggior parte dei futuri cantanti; inoltre, dopo tanti anni trascorsi sui palcoscenici, saltando da un ruolo e da un teatro all’altro con ritmi sempre più frenetici, tendono ad acquisire una tal padronanza e confidenza con il proprio strumento che difficilmente sono capaci di analizzare e scomporre la tecnica per tramandarla poi ai loro studenti. Ricordo bene di aver sentito a molte masterclass più d’una star dire frasi come “apri la bocca e canta” o “fai come me”. Va da sé che, se questo genere di approccio può funzionare in uno scambio di consigli fra colleghi, ma non porta a nulla veicolare questo tipo di informazioni a degli studenti meno esperti in quanto si possono generare confusione, fraintendimenti e addirittura danni di apprendimento e alle volte persino funzionali.

Per questa ragione è importante rivolgersi a docenti realmente preparati, che conoscano bene l’anatomia dell’organismo vocale, la sua funzionalità, che posseggano oltre al solito metodo di canto “vecchia maniera” anche approcci didattici alternativi e una fervida immaginazione per poter trovare per ogni allievo la chiave di comunicazione più efficace. E ancora più importante, il bravo insegnante deve avere un ottimo orecchio, in grado di analizzare il suono dell’allievo, tradurlo in movimento (per capire su che base muscolare e motoria è stato prodotto) e proporre la giusta correzione spiegando bene COSA modificare e COME farlo.

Ottimo quindi cercare un docente che CANTI BENE, perché è sicuramente la base per poter poi anche insegnare una tecnica sana e corretta, ma bisogna anche cercare qualcuno che abbia fatto un percorso di studio personale rivolto alla didattica del canto. Rispetto a soli 20 anni fa, oggi si conoscono moltissime cose in più riguardo alla voce, a come funziona, a come guarire dalle patologie vocali, per non parlare di tutte le nuove scuole ed i nuovi metodi basati su scoperte più o meno recenti in ambito funzionale. Il buon docente deve essere aggiornato, perché solo un pittore che ha a disposizione una cartella di colori molto vasta e variegata saprà dare al quadro la sfumatura interessante e quel “qualcosa in più”che tutti noi cerchiamo quando ci mettiamo nelle mani di qualcuno.

Quale strada scegliere? — 1 ottobre 2017

Quale strada scegliere?

Questa è una delle domande chiave che tutti gli allievi di canto prima o poi si fanno.. quale strada scegliere? Quale metodo seguire? Qual’ è l’insegnante giusto?Il mondo di oggi, anche solo rispetto a qualche decina di anni fa, offre una quantità di percorsi formativi molto vasta, un fiorire di nuovi metodi di approccio allo studio e soprattutto di nuove “scuole” di canto. La difficoltà quindi è sapersi destreggiare il questo mare magnum per evitare le numerose “fregature” ed i metodi miracolosi, nati magari da qualcuno che si preoccupa unicamente del proprio conto in banca.

Bisogna ricordare che quello che funzionava bene in passato continua a funzionare bene anche oggi; il corpo umano non si è modificato in modo così sensibile negli ultimi periodi tanto da giustificare uno stravolgimento nell’approccio allo studio del canto. Piuttosto, le nuove informazioni che abbiamo sono da considerarsi come una validi integrazione in un metodo di studio tradizionale.

Un elemento oggettivo per valutare la competenza reale di un buon insegnante di canto resta sempre l’osservazione dei progressi dei propri allievi. È ovvio che in questa valutazione bisogna sempre considerare il punto di partenza dell’allievo e anche le sue attitudini naturali, ma quasi chiunque deve essere messo nella condizione di cantare meglio se le informazioni che il docente veicola sono efficaci.Il mio consiglio quindi è quello di evitare, almeno all’inizio, di approcciarsi al canto con metodi nuovi ed alternativi, perché spesso l’allievo alle prime armi ha difficoltà a valutarne la reale serietà ed efficacia.

Cercate un bravo insegnante che abbia un percorso di studi documentato e un percorso artistico ancora attivo e di buona qualità, ma soprattutto ricordate che non esiste un “fast-food” nello studio del canto; il corpo va plasmato lentamente con ordine e costanza e non esistono ancora dei metodi realmente così efficaci da accorciare sensibilmente i tempi di apprendimento.Un altro aspetto fondamentale è intraprendere un’unica strada alla volta; soprattutto per chi non ha ancora acquisito sufficiente sicurezza tecnica, è davvero importante concentrarsi in una sola metodologia, per evitare di fare confusione e non essere capaci di gestire troppe informazioni apparentemente diverse.

E datevi tempo; non pochi giorni, non anni. Per ognuno le tempistiche sono diverse, e variano in base all’età, al talento e all’inclinazione naturale, alla quantità di tempo che possiamo dedicare allo studio, alla frequenza delle lezioni: mi sento però di poter dire che in un’anno di studio, con lezioni a cadenza settimanale, si dovrebbero evidenziare dei miglioramenti oggettivi in qualsiasi allievo.

Quindi, studio ordinato e costante abbinato ad un’osservazione propriocettiva della qualità del lavoro che stai facendo sono la giusta chiave per migliorare senza perdere tempo e risorse! 😜

I segreti della voce — 2 giugno 2017

I segreti della voce

Deliziose! È la prima parola che mi viene in mente se penso a Daniela Panetta e Giuseppina Cortesi, recentemente conosciute in qualità di docenti al corso di Alta Formazione in Vocologia Artistica dell’Università di Bologna ed autrici di questo piccolo vademecum che si focalizza sulla differenza fra canto lirico e canto jazz, edito nel 2016 da Aracne Editrice.

Daniela è una cantante jazz apprezzata sul territorio europeo: da 25 anni è attiva anche nel campo didattico e si interessa alla voce anche dal punto di vista funzionale, seguendo corsi di formazione specifica presso la Nuova Artec di Milano e il corso di Alta Formazione in Vocologia Artistica. Proprio durante questa ultima esperienza, conosce Giuseppina, la quale, diplomatasi in viola e canto artistico, ha conseguito anche  il master di I livello per Operatori musicali presso l’Università degli studi di Firenze, oltre che il diploma accademico di II livello in canto lirico.  Ha fondato inoltre con l’associazione italiana Yva Barthélémy ed è docente di canto lirico e fisiopatologia vocale presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “Franco Vittadini” di Pavia.

Il loro libro, tramite un efficace confronto stilistico e tecnico, approfondisce le caratteristiche specifiche del canto lirico e del canto jazz, esaltandone le differenze e finalmente chiarendo, con la perfetta chiarezza che contraddistingue le due autrici, alcuni annosi dubbi e confusioni sul tema in oggetto.

Nel libro si parla quindi di eufonia e atletismo, postura ed allineamento, respirazione, fonazione, tratto vocale e i suoi atteggiamenti e le caratteristiche principali che ne definiscono gli stili. Il libro, acquistabile al modico prezzo di 20 euro, viene completato anche da un DVD, nel quale le autrici stesse, con l’aiuto di alcuni allievi, mettono ancora meglio in luce con esempi pratici quanto così ben descritto nell’opera cartacea.

Mi sento di consigliare la lettura di questo libro davvero a tutti, poiché vi sono contenuti simpatici spunti didattici per chi insegna, chiarimenti su aspetti della tecnica vocale per gli allievi e magari questo testo può rivolgersi anche a chi si avvicina al canto e ancora non sa se desidera intraprendere lo studio del canto jazz o lirico!

La Traviata alla Deutsche Oper di Berlino — 2 maggio 2017

La Traviata alla Deutsche Oper di Berlino

Il 30 aprile mi sono recato a Berlino ed ho potuto assistere alla Traviata di G. Verdi al teatro della Deutsche Oper di Berlino.

Il teatro in sé è un complesso contemporaneo risalente al 1961 e consiste in una grande platea al parterre e due file di gallerie ai piani superiori. Il vantaggio di questa struttura è che la visuale è ottima quasi da qualsiasi posto. Non posso fare eguali elogi per le poltroncine.. scomode e non propriamente pulite.

L’allestimento del regista Götz Friedrich è un misto fra allestimento contemporaneo/allestimento tradizionale/traviata da teatro di quint’ordine. Associa interessanti trovate (come ad esempio la corsa disperata di Violetta verso l’ultima porta che si sta chiudendo prima di restare da sola alla fine della scena del Brindisi), a trovate imbarazzanti quali la “corsetta” del coro nel “si ridesti in ciel l’aurora”.  In generale, non penso sia un allestimento che lascerà memoria nella storia.

La Direzione è invece affidata a Gian Paolo Bisanti che riesce a gestire bene l’orchestra, nonostante alcune sezioni (ad esempio i violini primi) abbiano una costante fretta di terminare lo spettacolo (come ad esempio nel controcanto ai violoncelli nel preludio). In generale l’orchestra esprime un colore più tedesco, determinato da una quasi eccessiva precisione ritmica, alla quale però non corrisponde sempre un vero e proprio suono di assieme, e al quale manca indubbiamente il respiro del fraseggio delle orchestre italiane in questo genere di repertorio.

Il coro, preparato dal Maestro Thomas Richter, invece risulta sempre abbastanza “a rimorchio”, soprattutto le sezioni maschili, mentre a quelle femminili manca un po’ di suono, rendendo quindi poco chiara la melodia nel suo complesso: vero è che gli elementi erano assolutamente insufficienti per un opera di Verdi in uno spazio tanto vasto. Peccato.

Veniamo ai solisti: regina indiscussa di questa Traviata rimane Patrizia Ciofi che, pur con tutte le difficoltà tecniche della parte e una grande carriera alle spalle, produce nel pubblico forti emozioni, facendosi perdonare qualche furbizia del mestiere. Personalmente, trovo che sia una vera artista, e avendo avuto l’onore di cantare alcune recite di Traviata con lei, posso solo ribadire la sua estrema professionalità ed intensità.

Il tenore Antonio Poli, anche se poco interessante a livello interpretativo del personaggio, sfoggia una bella voce molto ampia nel registro centrale, ma che poi non sale agevolmente negli acuti tanto che non eseguirà il “do” nell’allegro della sua aria del secondo atto (..non è scritto nello spartito.. però è ormai consolidata tradizione).

Giorgio Germont è il baritono Dong-Hwang Lee, di giovane età, e forse prematuramente arrivato a questo ruolo che richiede ben altre capacità interpretative; purtroppo anche l’intonazione era spesso imprecisa.

Flora e Gastone, interpretati da Abigail Lewis e Matthew Newlin, mancano evidentemente due interventi solistici della loro già esigua parte.. e non si distinguono particolarmente nel resto dello spartito.

Molto gradevole la Annina di Adriana Ferfezka che sfoggia una voce ben proiettata e una bella disinvoltura sul palcoscenico.

Di medio livello gli altri comprimari, il barone Duphol di Stephen Bronk, il marchese D’Obigny di Thomas Lehman, il dottor Grenvil di Alexei Botnarciuc e Giuseppe di Paul Kaufmann, quest’ultimo forse una tacca sopra agli altri.

In generale sono rimasto un po perplesso dalla qualità dello spettacolo e la riflessione è andata subito all’Italia; suggerirei ai Signori Ministri che continuano a tagliare fondi alle Fondazoni Liriche italiane di andare a farsi un giro all’estero a verificare se davvero quello che facciamo in Italia è della stessa qualità di quello che viene proposto all’estero, o se rimane un cammeo della sola cultura italiana.

Insegnare è donare — 24 aprile 2017

Insegnare è donare

Reduce da un altro weekend trascorso a Ravenna dove sto continuando la mia formazione come artista al corso di Alta Formazione in Vocologia Artistica dell’Universita di Bologna, mi soffermo a pensare sul ruolo che deve avere un docente.

Insegnare con coscienza è senza dubbio uno dei modi per donare qualcosa a qualcuno; perché spesso, almeno nel canto, le conquiste che abbiamo fatto ci sono costate molto lavoro, e non tutti i maestri sono sempre pronti a condividere il loro sapere e le loro esperienze in modo incondizionato e integrale.

Ma essere un insegnante serio vuol dire dare ai propri allievi l’accesso a tutte le informazioni delle quali siamo in possesso e, anzi, laddove sentiamo di essere carenti (perché nessuno nasce maestro e i tuttologi non esistono..), abbiamo il dovere morale di continuare a cercare le risposte, sia per loro, che per noi stessi. Il percorso del cantante non ha mai una fine… la voce evolve e muta durante tutta la vita e anche il nostro modo di rapportarci ad essa deve essere sempre duttilmente rimodellato. 

Penso che il mio desiderio di conoscenza e di approfondimento non terminerà mai: con il canto è così, se ci si dedica seriamente, è un discorso sempre aperto e al quale bisogna costantemente aggiungere dei pezzetti. E questo è il pensiero che cerco di tramandare anche a chi è attorno a me è condivide con me la stessa passione.