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..per il cantante che vuol saperne di più!

Cantare con la mascherina – un anno dopo — 10 febbraio 2021

Cantare con la mascherina – un anno dopo

E’ passato quasi un anno da quando abbiamo dovuto indossare le mascherine chirurgiche nella nostra quotidianità, al di fuori delle mura domestiche. Questa pratica ha interessato anche gli ambienti di lavoro, fra cui i teatri e soprattutto i cantanti.

Tralascio ogni ulteriore commento o annotazione circa l’insensatezza di applicare un tappo al luogo di emissione del suono.. infatti ad esempio, su trombe e tromboni, la sordina si realizza proprio infilando un tappo all’estremità finale dello strumento. Le barriere in plexiglass, per quanto comunque impattino sulla propriocezione vocale, sarebbero state una misura sicuramente più singer-friendly.

Quello di cui però ancora si parla poco, vuoi perchè non vi sono abbastanza studi certificati, vuoi perchè comoda non farlo, sono i danni funzionali derivati dal canto prolungato con mascherina. Sebbene i miei titoli e la mia formazione mi permetterebbe di affrontare anche la tematica dal punto di vista medico, visto che sono stato “redarguito”, mi taccio per ciò che riguarda aspetti più medici, e mi limito a parlare della mia esperienza in qualità di cantante e di insegnante di canto.

Durante l’anno trascorso siamo stati letteralmente costretti ad indossare le mascherine per le prove e per le, giustamente poche, rappresentazioni; dapprima questo elemento poteva risultare impossibile da gestire ed invece, chi ha la fortuna di avere sufficiente padronanza tecnica del proprio strumento ha potuto, nel corso dei mesi, trovare un modo per “sopravvivere“, effettuando meccanismi di compensazione muscolare, tarando in modo diverso il fiato, insomma, studiando un altro modo di poter emettere il suono senza farsi male. Di fatto, ricorda molto ciò che fanno ad esempio alcuni pazienti ai quali viene asportata una corda vocale causa tumore, e col tempo riescono a compensare attivando le false corde per poter riuscire comunque ad esprimersi verbalmente. Il nostro corpo ha sicuramente una forte capacità adattiva.

Cosa succede poi? Poi succede che si tolgono le mascherine.. e cosa resta? Resta uno strumento sconquassato, con alterazioni nella funzionalità muscolare, percettiva e propriocettiva. Un vero guaio.. in più, cantando senza mascherina la sensazione sarà quella di sollevare di colpo 100kg dopo un anno di quasi stop agli allenamenti. E quindi, comparsa di fatica vocale, rischio di sviluppare edemi e via dicendo.. inoltre, la necessità di ri-tarare lo strumento, gli equilibri muscolari, la sinergia fra i diversi elementi che coinvolgono il canto etc.. il diaframma che sicuramente sarà un po meno elastico e meno incline ad un sano movimento ampio e armonico.

Non esiste cosa peggiore quindi che alternare prove nelle quali si canta con mascherina a momenti in cui si può cantare senza: erroneamente si potrebbe pensare.. “ecco, finalmente libero me e la voce da questo tappo”.. e la sensazione sicuramente sarà quella.. ma la voce come reagisce?

L’invito quindi che mi sento di fare è quello di osservare la massima cautela, di considerare sempre che pur essendo il nostro corpo capace di fare degli adattamenti costanti, questi non possono avvenire in modo repentino; basta infatti pensare al solo fatto di quando si cambia insegnante di canto.. a volte ci vanno diversi mesi prima di vedere qualche cambiamento nella tecnica, proprio perchè il corpo, anche se è capace a farlo, ha bisogno di tempo per adattarsi. Daltronde, tutte queste riflessioni si possono anche facilmente dedurre se avete letto il bellissimo libro di Alfred Tomatis, “l’orecchio e la voce“, nel quale viene chiaramente argomentata la correlazione fra orecchio e corde vocali, e come la falsata percezione uditiva può modificare a nostra insaputa, la modalità di emissione sonora.

3° WEBINAR SULLA VOCE — 16 gennaio 2021

3° WEBINAR SULLA VOCE

Nella giornata di domenica 24 gennaio 2021, dalle ore 17 alle ore 19 circa, è possibile partecipare al terzo di una serie di appuntamenti dedicati alla voce. In questo nuovo incontro avremo l’opportunità di approfondire gli aspetti legati al fiato, a come è corretto usarlo e ci sarà spazio anche per una piccola parte pratica con facili esercizi che ci aiuteranno a potenziarlo. Parleremo anche del ruolo che ha il fiato per favorire una buona chiusura delle corde vocali e… viceversa!

Cercheremo anche di sfatare alcuni falsi miti sulla respirazione diaframmatica partendo dalla funzionalità fisiologica del nostro apparato respiratorio.. e poi.. per appoggiare correttamente la voce sul fiato, “la pancia va in dentro o in fuori”?

In supporto al mio intervento, avrò il piacere di ospitare nuovamente la dottoressa Annamaria Bellomo, logopedista, medico otorinolaringoiatra e vocologa artistica.

La partecipazione all’incontro avverrà sulla piattaforma online ZOOM ed è a titolo gratuito, aperta a cantanti di musica lirica e leggera, attori, insegnanti e chiunque si interessi anche in modo amatoriale alla voce e alla vocalità. E’ necessario inviare una richiesta di partecipazione all’indirizzo email info@matteopavlica.it entro sabato 23 gennaio 2021.

2° WEBINAR SULLA VOCE — 4 dicembre 2020

2° WEBINAR SULLA VOCE

Nella giornata di domenica 13 dicembre 2020, dalle ore 17 alle ore 19 circa, è possibile partecipare al secondo di una serie di appuntamenti dedicati alla voce. In questo nuovo incontro avremo l’opportunità di approfondire gli aspetti del reflusso gastroesofageo e della farmacologia ad esso correlata sempre con uno sguardo a come tutto ciò si riflette sulla nostra voce. Come alimentarci in modo corretto prima e dopo la performance vocale, quali sono i cibi NO e perchè!

Ospite di questo nuovo appuntamento sarà Annamaria Bellomo, logopedista, medico otorinolaringoiatra e vocologa artistica.

La partecipazione all’incontro avverrà sulla piattaforma online ZOOM ed è a titolo gratuito, aperta a cantanti di musica lirica e leggera, ma anche a simpatizzanti! E’ necessario inviare una richiesta di partecipazione all’indirizzo email info@matteopavlica.it entro sabato 12 dicembre 2020.

*- WEBINAR SULLA VOCE -* — 18 novembre 2020

*- WEBINAR SULLA VOCE -*

Nella giornata di domenica 29 novembre 2020, dalle ore 17 alle ore 18.30 circa, è possibile partecipare al primo di una serie di appuntamenti dedicati alla voce. In questo primo incontro avremo l’opportunità di approfondire tematiche sempre attuali come l’igiene vocale e ambientale, il warm-up e il defaticamento, le alterazioni della percezione vocale a seguito dell’obbligo di indossare la mascherina chirurgica per tante ore al giorno… il tutto in una rilassata conversazione di gruppo supportati dalla bravura e dalla passione di Giordana Gismano, cantante e logopedista.

La partecipazione all’incontro avverrà sulla piattaforma online ZOOM ed è a titolo gratuito, aperta a cantanti di musica lirica e leggera, ma anche a simpatizzanti! E’ necessario inviare una richiesta di partecipazione all’indirizzo email info@matteopavlica.it entro il giorno 25 novembre 2020.

Come gestire le lezioni di canto lirico ONLINE. — 12 maggio 2020

Come gestire le lezioni di canto lirico ONLINE.

Durante la Pandemia Covid19, tutte le lezioni frontali sono state sospese: questo stop è stato per molti studenti un vero e proprio danno perchè ha interrotto il loro percorso di formazione e, con il protrarsi dell’impossibilità di fare lezioni dal vivo, rischia di vanificare i progressi acquisiti nei mesi precedenti. Premetto che le lezioni online non sono da considerarsi un sostitutivo della lezione frontale, ma si configurano a mio avviso come uno strumento alternativo, oggi dettato dalle situazioni contingenti, e un domani magari come supporto alla regolare lezione tradizionale.

Per cercare di mantenere un contatto con la propria voce e non perdere l’allenamento, oltre a tutti gli esercizi di respirazione e sulla muscolatura che possiamo eseguire in autonomia, è stato indispesabile approcciarsi alla didattica online in modo costruttivo anche per noi “classici”; questa infatti risulta essere un’ottima occasione per continuare a lavorare in modo attivo con la propria voce da casa propria ed in totale sicurezza.

Mentre per le lezioni di canto moderno sono stati già scritti molti articoli e sono presenti diversi tutorial online su come configurare tutta la strumentazione, poco spazio è stato dato al canto naturale che, per le sue caratteristiche specifiche, non prevede l’utilizzo di un microfono durante l’attività normale. Bisogna quindi trovare un compromesso che preservi le esigenze dell’allievo di poter cantare senza cuffie e con un microfono panoramico. Per questa ragione, sperando di aiutare sia alcuni colleghi che molti studenti, ho deciso di scrivere questa breve guida che vi permettera con poche mosse di poter proseguire la vostra attività. Preciso che questo sicuramente non è la soluzione qualitativamente migliore, ma visto il periodo, è la più rapida ed economica.

REQUISITI PER IL DOCENTE:

  • una connessione internet di buona qualità (almeno 8mb in download e upload). Per verificare la vostra connessione potete utilizzare questo link: http://test.eolo.it/
  • un pc con webcam, uno smartphone o un ipad: consiglio di utilizzare assolutamente l’ipad perchè ha la qualità audio/video migliore, e l’insegnante non ha necessariamente bisogno di un microfono particolare in quanto la sua attività durante la lezione online si basa piu sull’ascolto e sul parlato.
  • Pioneer-SE-MJ503-On-Ear-Recensione-Prezzo-Specifiche-Tecnicheun software di videochiamata installato: Skype o Zoom.
  • un paio di cuffie con filo: suggerisco un modello tipo Pioneer MJ503, acquistabile su Amazon a poco più di 20 euro. Evitate cuffie wireless, con microfono o con altri accessori come riduzione del rumore etc..
  • il vostro strumento, ovvero un pianoforte; potrete posizionare l’ipad o il cellulare direttamente sul leggio: la distanza e l’inclinazione sono già perfetti per un’inquadratura ottimale.

REQUISITI PER L’ALLIEVO:

  • una connessione internet di buona qualità (almeno 8mb in download e upload). Per verificare la vostra connessione potete utilizzare questo link: http://test.eolo.it/
  • una stanza tranquilla, dove non ci siano eccessivi rumori esterni, e dove è anche possibile concentrarsi sulla lezione: ideali sono le cucine, dove solitamente c’è un po di riverbero naturale della stanza. In generale, cercate di evitare luoghi con un’acustica eccessivamente secca, poichè sarà più difficile cantare e, considerando che tutti gli esercizi saranno svolti senza accompagnamento del pianoforte, per un meccanismo “orecchio/laringe”, ci sarà il rischio di acquisire piccole tensioni muscolari a livello della laringe. Una stanza con un leggero eco vi farà sentire più “protetti” e favorirà il rilassamento.
  • uno smartphone o un ipad: in questo caso bisognerà utilizzare il microfono interno del dispositivo e non sarà possibile regolare il volume di ingresso dell’audio: questa opzione per l’allievo è proprio da considerarsi come “ultima spiaggia“, perchè crea numerosi problemi non risolvibili come la regolazione automatica del volume del microfono che, per una chiamata sono utili, ma diventano ingestibili in una performance canora. Inoltre, ci saranno problemi ulteriori perchè microfono ed altoparlanti sono fisicamente troppo vicini fra loro e quindi il vostro audio impazzirà fino a provocare il silenziamento totale del microfono; in queste condizioni è davvero impossibile fare una lezione di canto, per queste ragioni, sconsiglio questa opzione.
  • Per l’allievo, è preferibile quindi utilizzare un computer61gBiMG8T6L._AC_SL1000_perchè è indispensabile settare le impostazioni del microfono per evitare che vada in distorsione, e queste opzioni sono disponibili in modo più completo nella versione desktop sia di Skype che di Zoom. Inoltre, l’allevo può acqusitare un microfono panoramico usb che ha il vantaggio di essere economico (sui 20 euro, https://www.amazon.it/dp/B07WTD6S1C/ref=cm_sw_r_em_apa_i_9KLUEb4R1JV0T), di immediata utilizzazione (plug&play) e soprattutto orientabile, e quindi posizionabile lontano rispetto agli altoparlanti. Alcuni allievi lo hanno addirittura posizionato dietro al monito del pc, e questo ha evitato qualsiasi fenomeno di ritorno del suono. Non è invece indispensabile che l’allievo abbia uno strumento musicale a disposizione perchè può prendere le note con una ottima affidabilità tonale dal pianoforte che usa il docente da remoto: certo, la presenza di una tastiera anche a casa dell’allievo è sicuramente un buon aiuto per sistemare qualche piccola difficoltà di intonazione che necessita di un ascolto del suono più attento. Non è invece possibile utilizzare delle cuffie o degli auricolari in quanto il cantante classico ha la necessità di calibrare la propria emissione sonora basandosi sull’ascolto naturale della propria voce: per questo motivo, sarà sufficiente utilizzare gli altoparlanti del pc, regolando il volume in modo che non sia troppo alto e non rientri nel microfono!
  • Se usate SKYPE, per settare il microfono andate su “impostazioni” – “audio e video” – quindi selezionate il microfono esterno fra le periferiche disponibili; disabilitate poi “regola automaticamente le impostazioni del microfono”, quindi regolate manualmente la barra con i valori da 1 a 10, facendo delle prove di canto durante la prima lezione che farete.skype
  • Se usate ZOOM, entrate su “settings” cliccando sulla vostra foto profilo, andate su “audio” quindi selezioate fra le periferiche disponibili il vostro microfono esterno, disabilitate “automatically adjust volume” e regolate manualmente il volume durante la prima lezione.zoom1 Sulla stessa schermata, cliccate su “advanced” in basso a destra; si aprirà la seconda pagina delle impostazioni: qui settate le impostazioni come nella foto che vedete qui.zoom2

SKYPE O ZOOM? VANTAGGI E SVANTAGGI:

Nella scelta del software di videochiamata da utilizzare, ci sono pro e contro: Skype offre una qualità audio più bassa, ma piu semplice da gestire, e permette di registrare la lezione “online“, quindi utilizzando una sorta di memoria remota che non appesantisce la memoria locale dei computer o del telefono. La registrazione viene resa automaticamente disponibile nella chat di skype dopo qualche minuto dal termine della lezione e l’allievo può consultarla online oppure scaricarla sul proprio pc per archiviazione, ma entro 30 giorni, perchè poi non sarà piu disponibile. Questa possibilità è veramente utile per gli allievi perchè permette di rivedere la propria lezione con una doppia finestra, da un lato l’insegnante, dall’altro l’allievo, e quindi gli da l’opportunità di soffermarsi su tutte le osservazioni su postura e mimica facciale che a volte l’allievo non riesce a cogliere durante la lezione. Personalmente, trovo che questa possibilità valga molto rispetto ad una qualità audio leggermente inferiore a Zoom.

Anche con Zoom è possibile registrare la lezione, ma in questo caso lo dovrà fare l’allievo sul proprio pc, e la registrazione sarà salvata direttamente nel proprio disco di memoria. La qualità audio zu Zoom è leggermente migliore, ma l’allievo deve ricordarsi di abilitare l’opzione “turn on original sound” che si trova in alto a sinistra nella schermata della lezione (quindi a chiamata iniziata).

Va comunque detto che ogni situazione ha bisogno di impostazioni personalizzate che possono essere verificate personalmente con l’insegnante al primo incontro. Superato il blocco psicologico che noi cantanti lirici possiamo avere verso l’utilizzo degli strumenti multimediali, si scopre che è possibile fare comunque delle buone lezioni, soprattutto per quanto riguarda la parte più tecnica che interpretativa: può essere addirittura una buona occasione per approfondire qualche aspetto tecnico che magari con la foga di cantare arie su arie abbiamo tralasciato!

Se il mio articolo ti è piaciuto e lo hai trovato utile, ti chiedo di condividerlo, in modo da poter aiutare anche altri colleghi o allievi a rompere il muro della diffidenza verso le lezioni online anche per chi studia il canto classico!

 

Non perdere l’allenamento! — 12 marzo 2020

Non perdere l’allenamento!

stopIn questi giorni stiamo vivendo una parziale paralisi delle nostre routine quotidiane, in quanto l’emergenza Coronavirus ha imposto di modificare le nostre abitudini e soprattutto ha rallentato i nostri ritmi di allenamento.

E’ quindi necessario trovare un modo per mantenere il fisico in esercizio, per non perdere la tonicità muscolare ed essere pronti a ripartire quando l’emergenza sarà finita. Se da un lato il riposo vocale forzato sicuramente può fare bene a tutti, non è opportuno che la muscolatura rimanga troppo ferma; alla ripresa del ritmo normale si potrebbe rischiare di affaticare la voce perchè le avremo dato tempo di “arrugginirsi”.

Quindi.. tanto tempo a disposizione a casa.. cosa fare? Iniziamo con la respirazione: ora non avete proprio scuse! 🙂

Riassumo l’esercizio base a 4 fasi: 

  • piedi a larghezza delle anche
  • busto chinato in avanti a 90° rispetto alle gambe, ginocchia leggermente piegate (per scaricare la schiena)
  • braccia, spalle e nuca completamente rilassate “a penzoloni”.

1a fase)  svuoto l’aria strizzando bene gli addominali bassi e soffiando dalla bocca.

2a fase)  stringendo le narici (puoi aiutarti facendo una smorfia sul viso come quando si aggrottano le sopracciglia), inizio la mia inspirazione che deve essere LENTA e CONTROLLATA (circa 7/8 secondi). Inizio a riempire la parte bassa della schiena, cercando di usare l’aria che entra per allargare la muscolatura lombare, come se l’aria fosse un liquido e andasse logicamente a riempire prima la base del mio recipiente per via della forza di gravità.

3a fase) apnea per circa 3/4 secondi, con l’accortezza di non chiudere la glottide: le corde vocali devono restare in posizione di apertura.

4a fase)  espirazione forzata e rapida dalla bocca, con l’ausilio degli addominali bassi: l’aria in uscita deve essere sempre costante e sostenuta. (max 3 secondi totali).

Questo esercizio va ripetuto per un massimo di 5 volte consecutive, successivamente alle quali posso riposare per un minuto. Il consiglio è quello di iniziare con 3 ripetizioni per 5 volte, e man mano portare le ripetizioni a 5, mantenendo sempre 5 cicli. Per rendere l’esercizio utile, bisogna fare massima attenzione ad eseguire l’esercizio correttamente in tutte le sue fasi! Quindi, NO fretta, SI controllo consapevole del movimento.

Buon Lavoro!!

 

 

 

 

Grazie a Marco Leo ed al periodico Cose Nostre per questa bella intervista sul mio percorso musicale! — 20 dicembre 2019
Cari allievi, non fatevi fregare! — 24 giugno 2018

Cari allievi, non fatevi fregare!

Sembra quasi incredibile, ma oggi trovare un buon insegnante di canto è diventato quasi più difficile dello stesso cantare. Una volta i bravi maestri basavano il loro metodo principalmente su ottime intuizioni, un orecchio attento e la capacità di dare indicazioni giuste all’allievo pur non conoscendo alla perfezione il funzionamento dell’organo vocale.

Dagli anni ’80, grazie al progresso tecnico raggiunto in campo medico, si è potuto osservare e studiare il funzionamento della voce anche in tempo reale, e quindi AGGIUNGERE delle preziosissime informazioni nella didattica del canto. Queste nozioni sono andate spesso a confermare con dati certi le cosiddette “ottime intuizioni” dei grandi Maestri e hanno fornito ai comuni mortali maggiori strumenti e possibilità per trovare la chiave giusta per migliorare la propria performance vocale. In altri casi, si è a che dimostrato che alcune credenze erano infondate e persino dannose (mi viene in mente una docente soprano che si incaponiva a voler fare aprire tanto la bocca ad un allievo tenore per eseguire delle note molto acute; è stato dimostrato che soprano e tenore non sfruttano gli stessi meccanismi acustici per salire all’acuto, pertanto il suggerimento della docente era sbagliato e quasi dannoso).

Oggi, c’è ancora molta disinformazione e SCETTICISMO CRITICO da parte di tanti docenti di canto verso questi nuovi strumenti di conoscenza; ho quasi la sensazione che molte persone, per paura di mettersi in discussione, preferiscano non voler guardare verso questi nuovi orizzonti. Questa chiusura mentale da parte degli insegnanti ovviamente si traduce in una grande perdita di informazioni per l’allievo, che nella migliore delle ipotesi avrà delle lacune ed impiegherà molto più tempo per arrivare ad un risultato soddisfacente, in altri casi potrebbe ricevere delle informazioni totalmente scorrette e non coerenti con la funzionalità dell’organo vocale, portando l’allievo verso i ben noti problemi di stanchezza vocale e usura della voce.

Qualsiasi cantante dovrebbe ormai sapere che il percorso di crescita non è mai finito; anche gli insegnanti di canto dovrebbero continuare la propria formazione e AGGIORNARSI per poter offrire ai propri allevi una lezione completa e ONESTA. È forse un male se un docente continua ad andare a lezione di canto lui stesso? Se frequenta dei corsi di formazione specifici? Se durante una lezione vi parla di muscoli e anatomia?

Il mio consiglio è… drizzate le antenne! Scegliete di affidare la vostra formazione a chi investe anche energie e tempo per rimanere aggiornato ed ha a disposizione una paletta di colori ampia per poter trovare la chiave personalizzata con la quale lavorare su ognuno di voi!

Voce k.o. da reflusso.. alcuni rimedi visti dal lato del cantante. — 13 marzo 2018

Voce k.o. da reflusso.. alcuni rimedi visti dal lato del cantante.

Fine inverno, inizio della primavera.. primi caldi durante il giorno, alla sera ancora fresco. Proprio questo sono le condizioni ideali che favoriscono l’insorgere di problemi alla voce. Ovviamente per problematiche prolungate e di dubbia causa è sempre meglio fare riferimento ad un buon Foniatra, ma se notiamo davvero che il problema è lieve e di natura passeggera, possiamo provare ad arrangiarci con qualche prodotto semi naturale.

Per quanto riguarda la fonte del disturbo stagionale, possiamo considerare da un lato l’intensificarsi dei fenomeni di reflusso gastroesofageo, dall’altra quelli legati ai virus o batteri che attaccano le mucose.

Concentriamoci quindi sulle patologie da reflusso gastroesofageo; senza ricorrere necessariamente agli inibitori di pompa protonica (famosissimi IPP quali Pantoprazolo, Esomeprazolo, Lamsoprazolo etc..), per i quali sono necessari sempre un consulto ed una prescrizione medica, un buon rimedio può essere agire sull’alimentazione, ovvero evitare quei famosi cibi che aumentano l’acidità dello stomaco, ad esempio the, caffè, pomodoro, agrumi, formaggi stagionati, spezie piccanti, salumi, menta, cioccolato, alcool, bevande gassate, cibi fritti etc.. e, comunque, in ogni caso non effettuare pasti ad ore serali tarde (quindi niente spuntino di mezzanotte post spettacolo 😏). Anche ridurre lo stress é un valido aiuto contro il reflusso.. ma la vita di un artista spesso non prevede la tranquillità percui mi sembra un suggerimento, seppur valido, di difficile attuazione. Trovo invece molto utile l’assunzione di uno sciroppo anti reflusso prima di coricarsi; ce ne sono di diverse tipologie e marche; il più conosciuto é il Gaviscon, ma sinceramente trovo ridicolo che venga prodotto al gusto “menta” quando questo è proprio uno degli elementi da evitare in caso di reflusso. Percui consiglio altre marche quali ad esempio “NOREMIFA” della Bracco (consistenza abbastanza simile al miele, gusto gradevole di.. frutta indefinita), “RIOPAN” di Takeda (il più liquido degli antireflusso, con un gusto che ricorda vagamente il Bayleys), “REFALGIN” di Farma-derma (gradevole gusto di banana e consistenza accettabile) e infine, il mio preferito, il “GASTROTUSS” di DMG, che ho verificato essere per quanto mi riguarda il più efficace, oltre al fatto che viene venduto sia nel classico flacone da mezzo litro, che in comode bustine monouso facili da trasportare (il gusto e fruttato e la consistenza e a mio avviso la più tollerabile, perché spesso con questi sciroppi sembra di bere la Vinavil 😂).

Si consiglia anche di alzare di qualche centimetro la testa del letto, ma sinceramente non ho notato particolari benefici tali da consigliare questa pratica in tutti i casi.

Bandito il fumo in quanto, fra le tante cose, riduce la salivazione che invece è protettiva della mucosa in quanto basica; si invece ad una moderata attività fisica, sempre a stomaco vuoto.

Nel prossimo articolo, focus sulle patologie delle alte vie aeree.. quindi come liberarsi in fretta del raffreddore senza imbottirsi di farmaci ad ogni costo!

Con chi studiare? — 7 novembre 2017

Con chi studiare?

Questa semplice domanda nasconde in realtà un grande tema, ovvero quali sono i criteri che bisognerebbe seguire per la scelta del proprio insegnante di canto. È ormai risaputo e ahimè tristemente provato che spesso i grandi cantanti non sono anche dei buoni didatti. Le ragioni possono essere molteplici; chi ha fatto una grande carriera probabilmente è nato già con un’ottima predisposizione naturale, e spesso non ha dovuto costruire la voce come invece deve fare la maggior parte dei futuri cantanti; inoltre, dopo tanti anni trascorsi sui palcoscenici, saltando da un ruolo e da un teatro all’altro con ritmi sempre più frenetici, tendono ad acquisire una tal padronanza e confidenza con il proprio strumento che difficilmente sono capaci di analizzare e scomporre la tecnica per tramandarla poi ai loro studenti. Ricordo bene di aver sentito a molte masterclass più d’una star dire frasi come “apri la bocca e canta” o “fai come me”. Va da sé che, se questo genere di approccio può funzionare in uno scambio di consigli fra colleghi, ma non porta a nulla veicolare questo tipo di informazioni a degli studenti meno esperti in quanto si possono generare confusione, fraintendimenti e addirittura danni di apprendimento e alle volte persino funzionali.

Per questa ragione è importante rivolgersi a docenti realmente preparati, che conoscano bene l’anatomia dell’organismo vocale, la sua funzionalità, che posseggano oltre al solito metodo di canto “vecchia maniera” anche approcci didattici alternativi e una fervida immaginazione per poter trovare per ogni allievo la chiave di comunicazione più efficace. E ancora più importante, il bravo insegnante deve avere un ottimo orecchio, in grado di analizzare il suono dell’allievo, tradurlo in movimento (per capire su che base muscolare e motoria è stato prodotto) e proporre la giusta correzione spiegando bene COSA modificare e COME farlo.

Ottimo quindi cercare un docente che CANTI BENE, perché è sicuramente la base per poter poi anche insegnare una tecnica sana e corretta, ma bisogna anche cercare qualcuno che abbia fatto un percorso di studio personale rivolto alla didattica del canto. Rispetto a soli 20 anni fa, oggi si conoscono moltissime cose in più riguardo alla voce, a come funziona, a come guarire dalle patologie vocali, per non parlare di tutte le nuove scuole ed i nuovi metodi basati su scoperte più o meno recenti in ambito funzionale. Il buon docente deve essere aggiornato, perché solo un pittore che ha a disposizione una cartella di colori molto vasta e variegata saprà dare al quadro la sfumatura interessante e quel “qualcosa in più”che tutti noi cerchiamo quando ci mettiamo nelle mani di qualcuno.